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Accordo di Libero Scambio India–UE: dopo anni di negoziati, l’accordo prende forma

Aggiornamento: 2 giorni fa


Image courtesy NDTV online



Un lungo negoziato entra in una fase decisiva.

Dopo molti anni di discussioni complesse e ripetute interruzioni, l’Accordo di Libero Scambio (FTA - Free Trade Agreement) tra India e Unione Europea sta finalmente prendendo forma. Il recente Vertice India–UE segna un punto di svolta in un processo a lungo considerato difficile da concludere, a causa di profonde divergenze su accesso al mercato, regolamentazione e sostenibilità. Oggi, l’accordo sta passando dall’intenzione politica a un quadro economico concreto.


Una relazione economica spesso sottovalutata.

Pochi sanno che l’Unione Europea è già il principale partner commerciale dell’India e la sua maggiore fonte di investimenti diretti esteri, con un interscambio complessivo di beni e servizi pari a circa 190 miliardi di dollari nel 2024–25. La prolungata assenza di un accordo commerciale globale è quindi tanto più sorprendente. L’FTA non crea una relazione ex novo, ma mira piuttosto a strutturare, stabilizzare e rafforzare uno dei rapporti economici più rilevanti già esistenti per l’India. Sulla base delle stime disponibili, la piena attuazione dell’Accordo di Libero Scambio potrebbe tradursi in un incremento annuo delle esportazioni fino a circa 20 miliardi di euro per l’Unione Europea verso il mercato indiano e di 4–5 miliardi di euro per le esportazioni indiane verso l’UE.


Una logica strategica che va oltre i dazi.

Il rinnovato slancio dei negoziati riflette cambiamenti più ampi nello scenario globale. Per l’Unione Europea, l’India è diventata un partner chiave per la diversificazione delle catene di fornitura e la riduzione delle dipendenze strategiche. Per l’India, l’UE rappresenta un mercato di sbocco ad alto valore aggiunto e una fonte di investimenti, tecnologia e know-how nel lungo periodo. Di conseguenza, l’FTA si è evoluto in uno strumento di partenariato strategico, più che in un semplice accordo di liberalizzazione commerciale.


Progressi significativi sulla struttura dell’accordo.

A seguito del Vertice, i negoziatori hanno confermato che la maggior parte dei capitoli dell’accordo è stata definita in linea di principio. Sebbene i testi giuridici definitivi e le tabelle tariffarie siano ancora in fase di completamento, questo indica che l’architettura complessiva dell'FTA è ormai ampiamente delineata e che i negoziati si concentrano su un numero limitato di aree particolarmente sensibili.


Facilitazione degli scambi e cooperazione regolatoria al centro.

Tra gli ambiti in cui si registra una convergenza figurano le procedure doganali, la facilitazione degli scambi, le regole di origine, i meccanismi di risoluzione delle controversie e la cooperazione regolatoria. Questi elementi sono fondamentali per le imprese, poiché determinano il grado di prevedibilità, trasparenza e concreta utilizzabilità dell’accordo, spesso con un impatto maggiore rispetto ai soli dazi.


Le merci che potrebbero beneficiare nella prima fase.

Sebbene le tabelle tariffarie ufficiali non siano ancora state pubblicate, la copertura mediatica successiva al Vertice ha iniziato a convergere su alcune categorie merceologiche che potrebbero figurare tra i primi risultati tangibili dell’accordo. Per le esportazioni europee, si tratta in particolare di:

  • automobili e componentistica auto,

  • alcolici (spirits e vino),

  • olio d’oliva e altri oli vegetali selezionati,

  • prodotti alimentari trasformati,

  • macchinari industriali,

  • prodotti chimici e farmaceutici.

Dal lato indiano, è previsto un miglioramento dell’accesso al mercato europeo per:

  • tessile e abbigliamento,

  • calzature e articoli in pelle,

  • gioielleria e pietre preziose,

  • beni ingegneristici e componenti industriali,

  • prodotti chimici

  • alcuni alimenti trasformati.

Nel loro insieme, queste categorie riflettono una chiara volontà politica di bilanciare le concessioni su prodotti europei ad alto dazio con nuove opportunità per il manifatturiero e i settori labour-intensive indiani.


Aree sensibili che richiedono ancora un equilibrio politico, incluso il CBAM.

Nonostante i progressi, alcune questioni restano particolarmente delicate. L’accesso al mercato per il settore automotive, gli alcolici e alcuni prodotti agricoli continua a richiedere un attento bilanciamento politico. Inoltre, le misure commerciali legate al clima — in particolare l’interazione tra l’FTA e il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) dell’UE — restano oggetto di confronto. È improbabile che il CBAM venga attenuato attraverso l’accordo, ma l’FTA dovrebbe offrire un quadro di dialogo, trasparenza e graduale allineamento, con implicazioni rilevanti per i settori ad alta intensità di carbonio.


Protezione dei dati e servizi finanziari come temi strutturali.

La protezione dei dati personali, storicamente uno dei principali ostacoli nei negoziati India–UE, ha visto progressi sul piano normativo interno in India, ma non risulta pienamente risolta all’interno del quadro dell’FTA. Analogamente, i servizi finanziari e l’infrastruttura bancaria sono affrontati principalmente attraverso meccanismi di cooperazione e dialogo regolatorio, piuttosto che tramite un riconoscimento reciproco dei sistemi di vigilanza.


Dalla negoziazione alla preparazione.

Con l’accordo che si avvicina alla firma e alla fase di implementazione, le imprese dovrebbero considerare questo momento come una finestra di preparazione, non di attesa. Comprendere gli scenari tariffari futuri, i requisiti regolatori — inclusi quelli legati alla sostenibilità e al CBAM — e le opportunità di partnership sarà essenziale per cogliere appieno i benefici dell’ALS una volta entrato in vigore. La Indo-Italian Chamber of Commerce and Industry continuerà a supportare i propri associati lungo questo percorso di transizione.


IICCI - Marketing & Media Department

 
 
 

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